

Riceviamo e pubblichiamo le mail indirizzate a Valenza-controinformazione
tramite il nostro indirizzo di posta elettronica : caffepolitico@libero.it
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Giudizi- Opinioni- Considerazioni- (espresse da semplici o anonimi cittadini )
41 commenti:
Il ballottaggio del 12 Aprile: le riflessioni e le opinioni di un valenzano
Pur se largamente incompleto, ecco a titolo di esempio, una selezione dello stile e dei successi di 64 anni di amministrazione di sinistra.
I lavori pubblici a Valenza.
I fondi disponibili sono stati impiegati nel modo migliore.
O quasi, per esempio interrando il rigagnolo che passava sotto l'attuale via Camurati proseguendo per il rio Grana.
Quindi si sono spese cifre folli per consolidare con lavori in galleria il sottosuolo della piazza., il palazzo Di Maio e quello del Leon d'Oro per evitarne lo sprofondamento dopo che l'acqua si era riaperta la via.
Prioritaria, addirittura essenziale la realizzazione delle fioriere, e pazienza se il bilancio della casa di riposo ne minaccia la chiusura per bancarotta.
Gli ospiti si possono sparpagliare per i vari istituti della provincia, oltretutto incrementando il turismo... vero?
In compenso il restringimento di tante vie facilita il traffico, magari impedendo l'accesso alle autobotti dei pompieri (via S. Salvatore ang. v.le Dante).
Encomiabile quindi il previsto risparmio d'acqua in caso d'incendio.
Esemplare la costruzione della piscina: piastrellata con laterizi provenienti dalla Germania (le produzioni italiane fra Faenza e Sassuolo, esportate in tutto il mondo, non erano adatte...)
E soprattutto NON erano distribuite dal fratello del compagno sindaco di Mirandola (MO).
Inutile dire che le interrogazioni in proposito dell'allora assessore Spriano aspettano ancora una risposta decente.
Ma una piscina serve, e allora la si costruisce.
Tanto bene che per arrestarne il deficit ora la si deve demolire, non essendo rimediabili le imponenti perdite d'acqua che la caratterizzano (1.000 € AL MESE!).
Poco male, in fondo, perché fra Casale e Alessandria ci sono varie piscine private, efficienti e ben attrezzate, E ovviamente tutte in attivo.
Basta avere l'automobile, e il problema é risolto.
Il cimitero.
Valenza é situata su un'immensa, sicura zona argillosa che la metterebbe al sicuro dai terremoti:
quindi le recenti torri del cimitero possono crollare per conto loro, con comodo, tanto più che Bertolaso non é nello staff dell'ufficio tecnico comunale.
luoghi d'incontro ?
a Valenza non servono o ce ne sono già troppi.
(Anche se nessuno sa dove siano).
Tanto per fare un esempio, le pertinenze dell'ex officina del gas sono in completo, marcescente abbandono come tutta l'area verde che le circonda, e l'ex sede del comune é stata svuotata per trasformarla in un sepolcrale silos della cultura.
Con qualche stanzetta perimetrale, e la biblioteca all'ultimo piano ove non arriva l'ascensore.
Ma, dopotutto, i disabili non leggono molto...vero ?
Il Piemonte si é liberato dalla sinistra:
impegniamoci a fondo, impegniamoci tutti perché anche per Valenza arrivi ora il giorno della liberazione.
Nessun Candidato ha parlato o scritto del Verde Pubblico.
Situazione penosa, con gli spelacchiati giardini di viale Oliva e il mai nato
Parco "Robinson" di via Camurati (alberi di alto fusto e, sotto, il verde per i piccoli) .
Gli alberi ci sarebbero, ma sotto ecco camminamenti e cordoli in mattoni e cemento, l'ideale per fornire piccoli clienti al pronto soccorso. (naturalmente di Casale)
poi ci sarebbero i valloni di Po.
già, quei valloni la cui sistemazione a verde pubblico sarebbe stata finanziata anni addietro dalla Regione Piemonte:
a parte l'aiuola sotto la stazione delle corriere e un paio di spalliere di legno, qualcuno ne ha notizia?
O forse ne é stata cambiata la destinazione d'uso eleggendoli a discarica di rifiuti e allevamento di topi selezionati, per l'orgoglio degli abitanti in zona? Grazie
sono una mamma, con prole, che abita in viale Padova ( Piera )
Cara Piera, non è vero che in nessun programma si parla del verde pubblico. Ho realizzato io il programma della Lista Siepe ed ho inserito tra i primi punti il recupero di tutti i giardini pubblici con il progetto di sostituire tutte le panchine divelte o rotte. ( nel mio blog troverai il link per leggere il programma) Abito vicino ai giardini di Piazza Giovanni XXIII e vederli abbandonati in quel modo mi inquieta non poco. Purtroppo, malgrado il programma fatto da me fosse più che valido mi sono dissociata da Siepe che per accordi ufficiosi voterà la Zavanone. Ma il nuovo sindaco (Spero Cassano) è molto disponibile ed aperto a ciò che ho scritto e sicuramente farà molto per il verde della città. Speriamo in Cassano.
Caro Caffepolitico, sono felice tu esista ancora. Eri stato pure annunciato dalla stampa, poi dimenticato, davi fastidio ai potenti. Il tuo virtuale essere luogo di bar per aperte e costruttive discussioni, di conoscenza di fatti interrati nei meandri della politica era l'aria pura che serviva a ricostruire questa città. Il germe della vita rispunta sempre anche fra il marciume. Oggi la scelta fra i due candidati non sarà delle migliori, ma votando con attenzione si può far rispuntare un anelito di politica pulita vicino ai bisogni della gente. Dopo starà a noi. Non l'ho votato prima, ora, senza altra scelta prudenziale, voterò Cassano. Non mi piace come politico, impreparato e incolto declamatore, ma serve un grimaldello.
Auguri a te, caro caffepolitico, di incrementare i tuoi clienti virtuali
ho 18 anni e anch'io non avevo votato Cassano la prima volta. Ora voterò Cassano. Bisogna allontanare queste persone che si sono ripresentate tutte nascondendosi dietro una signora . Mandiamoli a casa una buona volta!
come come ,un voto in cambio di un parcheggio?
Ah be' gli elettori sono i migliori complici delle cattive politiche. Io non ho votato né cassano né zavanone, darò il voto alla zavanone poiché le persone elette mi ispirano più fiducia di altri sboroni da bar dell'altra coalizione. Ma ripeto, credo che il mio voto servirà a ben poco.
gli sboroni se mai sono quelli della Zavanone che fanno vignette di pessimo gusto
Amtonella.una di sinistra -ma ce ne sono altri. che ha capito da che parte e' il giusto
Peccato che la Signora si sia fatta coinvolgere in una campagna meschina. Prima godeva di tutta la mia stima ora buttata la maschera si è rivelata solo un'arrivista e no comment. Ieri c'era pure una troupe di cameramen che la filmavano. Cala trichettu.
Il metano ti da una mano.
Il gas é un affare, ma sono in molti a credere che lo sia soprattutto per il fornitore, l'Azienda Municipalizzata.
Capita sovente, troppo sovente, che le fiamme dei fornelli sembrino erogare più aria che gas e molte bollette del riscaldamento farebbero rimpiangere addirittura il gasolio, oltre ai fornitori privati di GPL .
Non vogliamo sostenere che pompare apposta un eccesso di aria sia una maniera per fare cassa, ma sarebbe opportuno e forse interessante confrontare quanti metri cubi di gas l'AMV ha comperato, e quanti ne ha poi fatturato ai cittadini.
In fondo si tratterebbe solo di confrontare e rendere note due somme per tranquillizzare gli esausti e spremuti utenti.
Coordinamento lavori.
Sventrare soltanto una volta una strada per la posa contemporanea di cavi, tubazioni e condotte varie é un'utopia.
A Valenza parole come "pianificazione" e "coordinamento lavori" per ridurre disagi e spese sono sempre state "una variabile indipendente".
E altrettanto dicasi per la competenza, visto che corso Garibaldi é stato rifatto più volte, fino all'attuale pista di pattinaggio in caso di pioggia.
Chi più spende...
Senz'altro l'amministrazione uscente ed autoproponentesi con Zavanone continuerà come prima, Cassano è una novità. L'unica speranza che rimane per dare corso a queste mail.
Ricordo i grandi buchi del CISS. Nel consiglio d'amministrazione ci sono pure le mogli (che d'amministrazione non capiscono una mazza) di alti esponenti del PD. Per la serie un gettone in più in famiglia non fa male.
e con una nuova aministrazione
faremo una trasmissione televisiva...
"Cambio mogle"
Le scorrettezze di un certo gruppo deviato, vergogna della sinistra democratica dei giusti, si sono perpetuate ancora ieri all'ospedalino con intervento dei vigili. Non sanno più che fare per paura di perdere. Ora si avvicina anche per questi incapaci l'ora della fame. Gereffi s'era scordato di avvertirli.
MENO MALE CHE SERGIO C'E'
La vittoria di Cassano ha determinato la sconfitta della sinistra capital borghese valenzana e del suo sistema d'arruolamento. Si apre uno spiraglio di libertà di pensiero e di azione.
Concordo con l'ultimo anonimo.
...finalmente Cassano,
macchine che attraverseranno il corso, parcheggi liberi,non si farà il discount,niente + investimenti sulla città, come diceva Giansante in una locandina,
così avremo tutti più soldini in tasca, magari eliminano anche le rotonde, ma si, rimettiamo i semafori!
Valenza fra 5 anni = 1990
L'amministrazione uscita ha perso perchè è andata contro il volere dei cittadini, si è riempita di debiti senza concludere niente di positivo. La nuova che ha ottenuto la loro preferenza va giudicata dopo che avrà iniziato ad amministrare. Alle prossime elezioni sarà lei a sottoporsi al voto dei cittadini.
All'ultimo anonimo dico: Non sai neppure perdere, da troppo tempo hai perso pure l'onore. La sinistra di gente come te non sa cosa farsene e saprà risorgere pulita
j
- Sicurezza stradale:
necessario e certo opportuno il pagatissimo corso per i dipendenti comunali.
Peccato che poi mancassero i quattrini per le attrezzature necessarie, ma forse si tratta solo di un particolare del tutto secondario……….Lorenzo
Il problema sicurezza,e quello della correttezza.
La procura di Alessandria indaga sull'appalto per l'installazione delle telecamere in Valenza, appalto che sarebbe stato prima vinto da una società con i dovuti requisiti, e poi assegnato con procedura contestata a persona diversa.
Il capo dei vigili sarà per questo processato a settembre, ma sorge spontanea e legittima una domanda:
solo lui?
La comunicazione democratica.
Per un certo tempo il comune distribuì "Valenza Informa", un decoroso notiziario per aggiornare i cittadini su quanto fosse proficua, lodevole e meritoria l'azione degli amministratori in carica.
Era stampato con i soldi di tutti e sarebbe stato lecito e logico che anche l'opposizione vi avesse accesso per il necessario confronto, magari addirittura con uno spazio riservato alle osservazioni e alle domande dei cittadini.
Ingenua e inutile l'aspettativa in proposito, malgrado le ripetute richieste.
"Valenza Informa"non esce più, forse per la paura di doverne cambiare il nome con "Valenza Inferma".
Si era propaganda personale, vediamo se Cassano, bilancio permettendo, rimetterà in piedi l'informazione dando una pagina all'opposizione. Non credo. In politica funziona occhio per occhio, dente per dente. Intanto ci spiegherà se i 3 milioni di euro ritrovati erano una balla elettorale del Raselli, esempio di cattiva amministrazione se uno perde i soldi nelle pieghe del bilancio, ma tuttavia una positiva realtà. Se così fosse i cittadini si aspettano sgravi fiscali.
La sinistra per Valenza.
Esemplare l'impegno dei politici di sinistra per una città che avrebbe avuto bisogno del sostegno di leggi speciali, oltretutto rappresentando la seconda voce dell'economia piemontese e un importantissimo capitolo di quella nazionale.
Ma la sinistra le leggi speciali le ha fatte solo per consolidare gli infami privilegi di cui godono le Coop e le benefiche consociate come la Unipol, mentre Valenza ha avuto solo pesanti balzelli e asfissianti pastoie burocratiche.
E una demenziale legge (accesso limitato ai quattordicenni) per affossare il ForAl , l'unico serbatoio di giovani orafi di cui, in mancanza di apprendisti, Valenza potrebbe disporre.
Ciliegina sulla torta, la nefasta e inapplicabile classificazione dei cosiddetti "beni di lusso" che ha segnato l'inizio della fine per il settore orafo.
Qualcuno ha notizia di un qualsiasi intervento dei nostri stimati compagni per chiarire almeno un poco le idee a chi di dovere?
E per gli assenti e i più distratti ricordiamo che solo ieri, in occasione della mostra di gioielli de "Il Bestiario di Frascarolo" la garrula Bresso squittiva gioiosa complimentandosi con Valenza quale "isola felice che non ha il problema della Fiat".
Nessuno che le abbia fatto presente l'esodo di 4.000 dei 24.000 abitanti, o la chiusura cinque o seicento fabbriche su millequattrocento, mentre molte altre sono ridotte a fare il lavoro del terzista:
perché, non potendo restituire alle banche l'oro ottenuto in prestito d'uso non possono nemmeno rischiare la galera chiudendo l'attività!
La monocultura valenzana.
Non é necessario citare l'opera delle multinazionali in Africa o in Sud America:
a Valenza la sinistra ha colto il suo più grande e completo successo nell'incoraggiare la delocalizzazione di tutte le attività diverse dall'oreficeria:
dai caschi (AGV) ai nastri adesivi (VIBAC) fino ai calzaturifici, all'ultimo dei quali (f.lli Re) é stato espropriato il terreno per la costruzione della nuova fabbrica.
E il compagno Ghiotto Paolo con tanto di sottopancia tricolore ebbe per l'occasione persino l'insperato onore di una foto sul Piccolo.
E senza dimenticare la non disponibilità per insediamenti provenienti dall'esterno, con centinaia di posti di lavoro regalati altrove (Ferrero, per esempio: 400 assunzioni, ora in aumento).
Corretta gestione
- Il bar della piscina avrebbe dovuto essere assegnato previa regolare gara.
Tutto OK garantiscono i compagni (PCI) e quindi il sindaco Cantamessa (PSI) che si fida firma un'assegnazione poi risultata "ad personam". Correttamente ammette l'ingenuità di una fiducia mal riposta, e si dimette. Ma si dimette lui solo, mentre gli autori dello scherzo restano beati e impuniti sulle loro redditizie sedie. Serve una firma su un qualsiasi progetto, magari solo l'ingrandimento di un metro dell'edicola di giornali?
Nessun problema, in comune non fanno difficoltà e qualcuno é tanto premuroso da suggerire persino l'architetto del caso per l'indispensabile progetto.
Magari lo stesso professionista inossidabile le cui firme potrebbero risultare particolarmente numerose, quasi esclusive, se qualcuno si prendesse la briga di fare una statistica in merito. Voglia di carriera? Con gli appoggi giusti a Valenza si può passare direttamente da vigile urbano a direttore dell'azienda trasporti, con buona pace di ogni specifica competenza. E non importa se poi si comperano due corriere (settecento e passa milioni, all'epoca) che marciranno in rimessa perché non abilitate al servizio pubblico:
sbagliare é umano, no?
Oltretutto, se la ruggine fosse particolarmente evidente, si possono sempre far riverniciare a Reggio Emilia insieme alle consorelle, malgrado nell'alessandrino ci sia una delle migliori carrozzerie nazionali.
Ma, tanto, gasolio, autostrada e trasferte autisti non costano nulla, vero compagno Angelo dr. Gatti, stimato, amato e soprattutto eterno presidente?
Tranquillo, e non ti preoccupare troppo se un cattivone ti ha fatto condannato addirittura per mobbing:
se la tua combriccola vincesse di nuovo avrai la seggiola assicurata per altri sereni e fruttuosi anni.
Sedere é potere, appunto, e tu intanto hai potuto svendere agli alessandrini l'unica azienda valenzana che con 6 miliardi di giro d'affari magari produceva anche un utile. Ceduta la linea e le corriere con relativi 8 autisti sono rimasti 40 o 50 impiegati a busta paga del comune, le cui floride finanze non ne soffriranno più di tanto. Ma per consolare l'avvilita cittadinanza potresti sempre pubblicare gli incassi dell'officina meccanica annessa all'azienda, officina completamente e costosamente attrezzata di cui avrebbero potuto usufruire tutti i valenzani.
Oltre ai dipendenti dell'azienda, ovviamente.
e' caduto un muro, quello dell'omertà.
Bravo caffepolitico ti rendo merito che forse avresti potuto pubblicare da tempo quanto ti hanno scritto, ma hai preferito non giocare "sporco" come invece altri hanno fatto prima delle elezioni. Sei veramente un caffepolitico dove si raccoglie e si parla per costruire.
grazie per aver pubblicato queste e.mail.con la speranza che sia la vecchi giunta , ma sopratutto la nuova giunta le legga e faccia piazza pulita di questi comunisti
Nel cortile del Palazzo Pellizzari c'é un magnifico scatolone prefabbricato, di vari piani, a uso uffici. Peccato che sia vuoto per la successiva scoperta di amianto nella struttura, amianto del quale nessuno s'era preventivamente posto il problema.
Le scuole di via Camurati, prefabbricate, necessitarono di interventi d'urgenza già in fase di costruzione, e furono dotate di catene e tiranti per evitarne il crollo. Ne risultò poi un edificio inadatto all'uso (asilo infantile comunale) al quale sarebbe stato ed é tuttora destinato perché angusto e anche oggi privo delle indispensabili opere di insonorizzazione.
Il costoso palazzetto dello Sport fu voluto al posto di varie palestre di cui si sentiva la mancanza malgrado la richiesta delle società sportive operanti nell'abbandono più totale.
E il palazzetto risultò poi fuori norma e quindi non omologabile per le attività del CONI:
addio anche alla possibilità di finanziare almeno in parte lo sport a Valenza con partite di campionato.
Commento dell'amministrazione comunale:
"Ma noi non abbiamo mica fatto il palazzetto dello sport per far giocare i forestieri"...
Incidentalmente ricordiamo che Valenza aveva, una volta, un campo sportivo decente, una pista per atletica, un centro canottieri, ma risalivano al famoso ventennio e quindi non meritevoli di conservazione né tantomeno d'incremento.
E se oggi la città ha almeno una palestra di roccia é solo perché una famiglia valenzana ha inteso perpetuare così il ricordo di un figlio caduto in montagna.
Strutture ricettive.
Valenza aveva un solo albergo degno di tale nome: l'hotel Smeraldo, dignitoso ma piccolo e con un parcheggio limitato.
Ma con un grande handicap:
era di proprietà del capolista DC, e quindi gli fu negato il permesso di un piano supplementare.
E, per togliergli anche il piccolo parcheggio, furono sradicate due file di tigli per costruirvi quella ridicola, imponente e costosa fontana subito battezzata "il muro di Berlino".
Albergo chiuso, quindi fontana poi abbattuta e sostituita... da un parcheggio, ovviamente.
Damiano Grassi, un importante operatore valenzano avrebbe voluto costruire un albergo, ma neanche lui era in area PC, quindi "niet":
"o lo fai dove vogliamo noi, oppure non se ne fa nulla". E fu il nulla, per anni.
Qualche decennio dopo si costruisce un 5 stelle sulla collina, esattamente dalla parte opposta rispetto alla Mostra Orafa.
Per seguire le tradizioni, probabilmente, perché nel frattempo si era costruita la stazione autobus dalla parte opposta a quelle scuole che forniscono gli utenti più numerosi.
Esempio illuminato e illuminante di "sana amministrazione di sinistra" con infiniti esempi di provvedimenti e di interventi demenziali, per non dire criminali!
Il centro storico prima abbandonato e poi stuprato da costruzioni abominevoli, dal palazzo di via Pellizzari (ex ospedale) ai condomini sui due lati di viale Vicenza, alcuni dei quali al posto del prezioso giardino botanico Trecate.
Ammirevole poi la via principale, corso Garibaldi, sia per la continuità stilistica dei fabbricati, sia per la fantascientifica pista d'atterraggio per UFO" voluta dal buon Tosetti & co, quelle lampade interrate che ben pochi hanno visto accese.
E ancor meno conosciuto l'utilità.
Esemplarie l'ambientazione dei palazzoni di viale Repubblica, o di quelli in via Noce, fino all'orrendo biscione di viale Padova, che oltretutto ha reso necessaria l'armatura in cemento delle antiche arcate (le "cappelle") romane minacciando lo smottamento della collina.
Dalla rotonda fra via Rimini e Via Po si ha uno squallido esempio di come sia stato "valorizzato" quel centro storico di cui si é sempre ventilato e mai incoraggiato il ricupero, con la sola eccezione di una piazzetta...
In compenso si sono urbanizzate in quattro e quattr'otto zone periferiche che, guarda caso, sarebbero poi servite per "giustificare" l'ecomostro chiamato Ipercoop sorto al posto di una verde collina spianata per l'occasione.
Dalla rotonda di via Rossini con via Noce si gode poi la vista di un panorama semplicemente idilliaco, di una bellezza tale da far invidia persino agli architetti di Stalin:
imponente il bianco palazzo che svetta elegante sulla collina, affiancato da altri scatoloni di via C. A. dalla Chiesa che, almeno, sono meno osceni.
E sotto il tutto una distesa di case popolari, ordinate e in origine ben raccordate nel paesaggio, ora precedute da una vasta distesa di giardini "nature", ovvero un assortimento di erbacce certo significativo nel computo del verde pubblico.
Un insieme non proprio all'avanguardia, che é stato immediatamente battezzato "Beirut" da qualche malalingua.
Finanziare Radio Gold per ricompensarne l'appoggio é comprensibile (comprensibile, non giustificabile), ma distribuire milioni a pioggia alle parrocchie é un atto di liberalità che manca tanto di giustificazione quanto di equità: le altre confessioni religiose sono per caso costituite da cittadini di serie B?
Evidentemente, per i compagni "Parigi val bene una messa".
… A Valenza non esistono stati di bisogno: infatti, a parte due casi, tutto il palazzo costruito in proposito é stato assegnato a extracomunitari, dei quali poi nessuno si preoccupa di controllare le effettive condizioni tanto di necessità quanto d'uso.
E qualcosa di simile succederebbe anche con le rette degli asili, se fosse vero che lo stato di "profugo" é diventato in pratica un titolo ereditariamente trasmissibile...
CO.IN.OR
dalla stessa rotonda, sulla destra, si arriva poi all'altro capolavoro socio-economico valenzano, quella "zona artigianale" che meriterebbe da sola un intero libro.
Spacciato come "necessità" tecnica e sanitaria (la vicinanza fra casa e fabbrica non erano più sanitariamente compatibili) il COnsorzio INsediamenti ORafi sorse su palafitte di ferro con muri in cartongesso forniti da una cooperativa emiliana che non sarebbe riuscita a riuscita a smaltirle in Germania.
Il sospetto circa la presenza di amianto non é mai stato chiarito, malgrado l'interrogazione del consigliere Spinelli.
Le nuove strutture costavano quanto una villa (con fabbrica annessa...!), e oltretutto sono cedute in enfiteusi per 99 anni:
picche la risposta dei valenzani, e immediato esodo di molte, troppe fabbriche con casa annessa nei paesi linitrofi.
Da notare che l'occupazione del nuovo insediamento si completò negli anni SOLO per il ricatto dell'amministrazione comunale:
concessione della licenza orafa esclusivamente per l'insediamento nelle nuove, infelici strutture.
Unica eccezione, il permesso di costruirvi in muratura un grande stabilimento... di proprietà.
Occupate finalmente le palafitte, nella zona sono sorti altri palazzi orafi tradizionali, distribuiti però con la casualità dei dadi sul tavolo da gioco:
una vista significativa anche per chi arriva da Milano secondo la vigevanese.
Vista su cui non insistere, perché nel bel mezzo della strada c'é un muro che rappresenta bene il capolavoro della viabilità valenzana.
Sono in molti a ritenere che "l'affaire"del CO.IN.OR sia stato l'inizio del declino di Valenza, e l'aver poi permesso nuovamente gli insediamenti orafi in città é solo un palliativo per mascherare la totale assenza di iniziative volte a sostenerne la specificità...
E Domani cosa succederà ?
---Il bilancio comunale ---
In profondo rosso (40 milioni di €, e forse altrettanti delle varie aziende municipalizzate) non é oggetto di denuncia solo perché "confezionato" con vari artifici contabili:
la scuola di Monte, di proprietà del comune di Valenza, é stata venduta per una cifra iperbolica a un'azienda municipalizzata... di Valenza.
La municipalizzata ha acceso un mutuo con una banca, e il comune di Valenza incassa la cifra con cui aggiusta il bilancio.
Ma rimane garante del debito e dei relativi interessi della municipalizzata verso la banca erogante.
Il gioco delle tre carte, insomma, ma con una raffinata delicatezza finale:
i consiglieri che si vogliono rifare una verginità si astengono dal votare il bilancio.
E poi dicono che non sta bene sputare nel piatto in cui si mangia...
E' un piacere rileggere le cose dimenticate del sacco di Valenza. Questa è storia, peccato che pure la destra le ha scordate, avrebbe vinto con 80% subito.
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