lunedì 19 gennaio 2009

2009 - Quello che rimane !


14 commenti:

Anonimo ha detto...

il dipendente dov'è finito ?

: --- alla Coop !
--- certo tutti assunti!

magari poi verranno licenziati fra un mese.

Anonimo ha detto...

Di più non si poteva fare dopo che venne il Prof. americano a spiegarci la rava e la fava. Le rave restano al comando come sempre e la fava ve la prendete intanto sempre voi. Dove indovinate un po'.

Anonimo ha detto...

k la maggioranza è di 12 kk
k la minoranza è di 8 mm ,
k qualcuno dice è di 7 mm
k perchè uno è con i kk,
vabbe anke se è cosi ma i 7 mm
ke fanno ke dicono tutto vabbene ?

mo sembra giusto er cambiamento totale !

Anonimo ha detto...

Il gioiello a nodino indossato nel tg di questa sera da Cristina Parodi sarà costoso, ma veramente brutto. Rigido e senza mossa fuori di qualsiasi canone estetico della cultura orafa valenzana. Sproporzionato alla collana tipo tennis che lo sorreggeva. Pareva il ricupero di una brutta spilla riadattata a centro oppure un malriuscito bi-uso o tipo il cliente ha queste pietre vediamo di montargliele. La lunghezza eccessiva della collana faceva il resto. Se a Valenza c’è ancora cultura orafa bisogna avere il coraggio della critica. Mi auguro solo non sia stato prodotto qui da noi. Se così fosse non aspettiamoci più niente,facciamo pure i tecnologici senza pori a 10 ingrandimenti

Anonimo ha detto...

Non ci sarà , a breve , nemmeno il banco - tutto sarà superato dalla tecnologia presente alla mostra di Marzo
Tecnologia : 24 cinesi che lavorano in Valenza in uno scantinato ...18/20 ore al giorno !

Anonimo ha detto...

Questa sera anch'io ho voluto vedermi Cristina Parodi che ammiro, non solo perchè Alessandrina, ma simpatica ed intelligente. Le hanno fatto esibire due orecchini a sogliola troppo grandi per il suo viso su quel collo nudo. La sua immagine si è fatta salva per l'eleganza innata. La Sig.a Obama dalla camminata contadina con ventre rilassato, e di cellulite le natiche, di prognatismo dentata, non sarebbe stata alla sua altezza in simil situazione nonostante tutto il battage pubblicitario sulla sua eleganza. Ha saputo solo scegliere il colore giusto del vestito per la sua invidiabile abbronzatura.

Anonimo ha detto...

Ma Lady Obama non ce l'aveva all'anulare l'anello di Valenza? Come fanno ora quelli che l'avranno già copiato a venderli? E il Presidente si cambierà poi le scarpe che gli hanno fatto a Novara visto che ne ha solo un paio? non sono mica un anello che dura tutta una vita. Ecco perchè siamo in crisi, facciamo delle scarpe come una volta, magari coi brillantini rainbow.

Anonimo ha detto...

...speriamo che non abbia regalato l'anello alla sua cuoca...!!Avrà capito che può portare all'anulare la "creatività" pura??

Anonimo ha detto...

DA ECONOMY SPECIALE DI PANORAMA:
Vicenza, Arezzo e Valenza Po si alleano prove generali di fusione per i distretti orafi italiani…..per dotarsi di una struttura comune per quanto riguarda fiere, tutela e promozione sui mercati esteri dei prodotti locali. Del nuovo soggetto, oltre ai consorzi e alle camere di commercio locali, dovrebbero far parte anche FieraVicenza e Cpso, la società che organizza OroArezzo. Valenza Po compare solo come nome di città, ciò fa pensare che Expo Piemonte non ha una società di gestione fiere in grado di inserirsi fra i due colossi fieristici essendo Expo Events troppo debole ed a canale unico per imporsi. Ancora una volta, come dopo la chiusura di CERTOR, saremo perdenti e fagocitati da Aretini e Vicentini. Con Stradella alla C.C.I.A.A. ed altre dirigenze probabilmente non sarebbe successo.

Anonimo ha detto...

Da circolare informativa datata 9/1/9 si legge che il CPS di Arezzo organizza per il 21/24 Marzo c.a. la fiera OROAREZZO. In Ottobre poi le aziende che hanno aderito all’edizione primaverile potranno con soli 300 euro partecipare ad “INCONTRI D’AUTUNNO 2009”. Le iniziative a sostegno sui mercati esteri sono possibili grazie all’intervento degli Enti Pubblici Aretini; oltre a C.C.I.A.A, Provincia e Comune di Arezzo, della Regione Toscana e dell’I.C.E.
Questa è organizzazione, questi sono i vincenti nelle politiche di distretto! Noi di Valenza come al solito subiamo in grande e pensiamo in piccolo. D'altronde ci hanno solo fottuto le date perchè le nostre non si fanno o si fanno ad elastico. A cosa servirà al distretto il nuovo Palazzo lo sapremo solo quando l’Illuminato distribuirà le carte dal mazzo che nessuno oligarca dimostra di essere in grado di consegnargli. Nell’attesa solfeggia la ”Danza del quieta non movere” che per la Città sta trasformandosi in quella “Macabra”.

Anonimo ha detto...

La memoria storica e le capacità sono quasi del tutto perdute, i cosiddetti managers inventano le alchimie che sono lontane dalle capacità di resurrezione del dopo '30. Non c'è capacità progettuale e volontà di vero rinnovamento. La rovina ha già bussato alla porta, ormai i veri Valenzani "i son tùti mort" e "Janvud I van anmache ansal comiunsì ca aian crumpa dop la Bocconi, i san tùt an sal Lising, dop ca jan vujà al bursì dal nonu"

Anonimo ha detto...

Valenzani in crescita. Nulla si sa del mondo orafo. Quanti orafi in attività ed orafi in pensione sono morti o si trasferiti fuori? Quanti gli avvitati all’attività orafa? Si è crisi, ma la perdita del sapere iniziata determina la caduta della professione. Non si può sperare sugli immigrati. Dalla qualità degli arrivi è superfluo arguire che molti sono vecchi parenti degli stranieri arrivati col ricongiungimento familiare oltre quelli in età lavorativa che fanno, quasi tutti, d’altro. I giovani in età scolare non contribuiscono al saldo orafo. Inoltre la maggior parte degli stranieri comporta oneri sociali non adeguati alla reale capacità contributiva della loro parte attiva. Questo saldo negativo aumenta la povertà di una città orafa che non riesce neppure più a dare assistenza adeguata ai suoi figli. A quando la qualificazione degli arrivi come in altri Stati ad elevata democrazia che attirano i migliori stranieri che qui si sono qualificati oltre alle nostre teste italiane?

Anonimo ha detto...

Gli Inglesi sanno come difendere i loro diritti e senz'altro una parte di loro sono inglesi immigrati, ma difendono il principio che il guadagno rimanga nel loro paese,cioè in Inghilterra.

Anonimo ha detto...

Dalle considerazioni apparse su questo blog di ordine generale ci si consente di guardare con interesse l’iniziativa della CEI annunciata il 2 febbraio dal Segretario della Conferenza Episcopale, Mons. Marino Crociata: «Davanti alla situazione economica che va incontro ad una grande crisi, i vescovi italiani intendono rafforzare le Caritas diocesane e parrocchiali, da tempo impegnate per aiutare i più deboli, ma hanno anche stabilito di intraprendere un'iniziativa straordinaria che avrà come destinatarie le famiglie che subiranno conseguenze dalla crisi con la perdita del lavoro o a causa di mutui che non riescono a sostenere. Il Fondo – precisa Mons. Crociata - sarà alimentato con l'apporto delle diocesi».