
Il progetto utilizza 31 Lim per «assicurare una cittadinanza competente e innovativa»
Nome della scuola:
Scuola secondaria di I grado Giovanni Pascoli
Regione / Provincia / Città:
Piemonte / Alessandria / Valenza
Ordine di studi:Secondaria di primo grado
Nome della scuola:
Scuola secondaria di I grado Giovanni Pascoli
Regione / Provincia / Città:
Piemonte / Alessandria / Valenza
Ordine di studi:Secondaria di primo grado
Il 14 settembre la Scuola secondaria di primo grado Giovanni Pascoli di Valenza (in provincia di Alessandria) ha avviato un progetto che utilizza 31 Lavagne Interattive Multimediali: tredici nella sede centrale, dodici nella succursale e sei nella sezione associata. L’esperienza prende il nome di Forum FuLvIuM Valentinum, «perché - spiega il Dirigente Scolastico Maurizio Carandini - ogni progetto deve nascere dalla storia del territorio in cui si svilupperà». A guidare un’operazione tanto ambiziosa un’idea fondamentale per chiunque voglia coniugare scuola e nuovi media: «Realizzare ambienti di apprendimento adatti a un utilizzo costante e diffuso delle tecnologie nella quotidianità scolastica».
Dirigente Carandini, perché avete deciso di utilizzare la Lavagna Interattiva Multimediale nelle classi dell’istituto?
Ci è sembrato giusto dare ascolto ai «clienti» della nostra scuola. Cerchiamo in questo modo di colmare il gap tra la domanda della società e l’offerta della scuola, per assicurare cittadinanza competente e innovativa, che diventi fattore di trasformazione sociale. Ma un progetto come Forum FuLvIuM Valentinum ha anche un altro obiettivo: vedere se, in che misura, e a quali condizioni l’azione di management scolastico riesca a proiettarsi verso il ruolo di impresa innovativa.
Nel documento che presenta il vostro progetto, si parla di «intervenire nei processi formativi». In che modo, secondo lei, le lavagne interattive, e in generale le nuove risorse tecnologiche, possono aiutare il processo di insegnamento/apprendimento?
Strumenti come la Lim devono prima di tutto ridurre la distanza tra finalità di autorealizzazione individuale e organizzazione del sistema formativo. Il processo che lega il raggiungimento del successo scolastico al POF presuppone un requisito di fondo: la qualità della formazione. Per assicurare la qualità o la garanzia della qualità occorrono quindi attività pianificate e sistematiche, che tengano conto di processi a medio e a lungo termine.
E in questa processo finalizzato alla qualità della formazione, come si colloca l’uso delle Lim?
L’utilizzo della Lim provocherà inevitabilmente mutamenti sempre più rapidi e incisivi nel sistema scuola. Oggi stiamo vivendo una reale e sostanziale trasformazione del modo di organizzarsi, dell’usare strumenti, del produrre, dell’esercitare le professioni, del vivere nella società moderna. L’evoluzione e il cambiamento interessano non solo gli strumenti e le tecniche di comunicazione, ma l’intera società e le forme in cui essa si esprime, a partire dalla scuola.
Quanto tempo avete impiegato per trovare i fondi necessari per realizzare Forum FuLvIuM Valentinum? E come è avvenuta la formazione dei docenti?
Ci sono voluti circa due mesi per raccogliere le risorse economiche, il tempo necessario per coinvolgere Comuni, fondazione bancaria, privati, sponsor. Ma crediamo che quando un progetto è importante tutti sono moralmente e materialmente impegnati. La formazione del personale ha invece coinvolto insegnanti e tutor, che a loro volta hanno formato altri colleghi e il resto del corpus docenti.
Ora che nella vostra scuola ci sono 31 Lim che fine faranno le «vecchie lavagne»?
Rispondo con le stesse parole che utilizzai in un collegio docenti: « Da domani non troverete più le lavagne di ardesia ma le Lim!».
Quale sarà il prossimo “step informatico” della scuola? Avete in cantiere altre applicazioni delle nuove tecnologie nei vostri percorsi didattici?
Stiamo lavorando per un nuovo importante progetto che vede un utilizzo massiccio delle nuove tecnologie: si chiama CESTINGEO, Centro studi internazionali di geopolitica. È un’operazione ambiziosa, che prevede l’arricchimento della dotazione tecnologica con pannelli interattivi, wireless tablets , response system e document camera. Insomma, noi della scuola Giovanni Pascoli non siamo mai domi.
15/10/2009
Dirigente Carandini, perché avete deciso di utilizzare la Lavagna Interattiva Multimediale nelle classi dell’istituto?
Ci è sembrato giusto dare ascolto ai «clienti» della nostra scuola. Cerchiamo in questo modo di colmare il gap tra la domanda della società e l’offerta della scuola, per assicurare cittadinanza competente e innovativa, che diventi fattore di trasformazione sociale. Ma un progetto come Forum FuLvIuM Valentinum ha anche un altro obiettivo: vedere se, in che misura, e a quali condizioni l’azione di management scolastico riesca a proiettarsi verso il ruolo di impresa innovativa.
Nel documento che presenta il vostro progetto, si parla di «intervenire nei processi formativi». In che modo, secondo lei, le lavagne interattive, e in generale le nuove risorse tecnologiche, possono aiutare il processo di insegnamento/apprendimento?
Strumenti come la Lim devono prima di tutto ridurre la distanza tra finalità di autorealizzazione individuale e organizzazione del sistema formativo. Il processo che lega il raggiungimento del successo scolastico al POF presuppone un requisito di fondo: la qualità della formazione. Per assicurare la qualità o la garanzia della qualità occorrono quindi attività pianificate e sistematiche, che tengano conto di processi a medio e a lungo termine.
E in questa processo finalizzato alla qualità della formazione, come si colloca l’uso delle Lim?
L’utilizzo della Lim provocherà inevitabilmente mutamenti sempre più rapidi e incisivi nel sistema scuola. Oggi stiamo vivendo una reale e sostanziale trasformazione del modo di organizzarsi, dell’usare strumenti, del produrre, dell’esercitare le professioni, del vivere nella società moderna. L’evoluzione e il cambiamento interessano non solo gli strumenti e le tecniche di comunicazione, ma l’intera società e le forme in cui essa si esprime, a partire dalla scuola.
Quanto tempo avete impiegato per trovare i fondi necessari per realizzare Forum FuLvIuM Valentinum? E come è avvenuta la formazione dei docenti?
Ci sono voluti circa due mesi per raccogliere le risorse economiche, il tempo necessario per coinvolgere Comuni, fondazione bancaria, privati, sponsor. Ma crediamo che quando un progetto è importante tutti sono moralmente e materialmente impegnati. La formazione del personale ha invece coinvolto insegnanti e tutor, che a loro volta hanno formato altri colleghi e il resto del corpus docenti.
Ora che nella vostra scuola ci sono 31 Lim che fine faranno le «vecchie lavagne»?
Rispondo con le stesse parole che utilizzai in un collegio docenti: « Da domani non troverete più le lavagne di ardesia ma le Lim!».
Quale sarà il prossimo “step informatico” della scuola? Avete in cantiere altre applicazioni delle nuove tecnologie nei vostri percorsi didattici?
Stiamo lavorando per un nuovo importante progetto che vede un utilizzo massiccio delle nuove tecnologie: si chiama CESTINGEO, Centro studi internazionali di geopolitica. È un’operazione ambiziosa, che prevede l’arricchimento della dotazione tecnologica con pannelli interattivi, wireless tablets , response system e document camera. Insomma, noi della scuola Giovanni Pascoli non siamo mai domi.
15/10/2009
