in attesa della primavera 2010 cadono dei sassolini dalle

scarpe…De sanitate piemontese...(alcune verità passate e presenti della sanità piemontese e locale) Mi corre l’obbligo di confessare il mio peccato originale di partenza : non sono ne un operatore tanto meno un fruitore del servizio sanitario piemontese
- mi sia consentito dire fortunatamente , visto la condizione agoniche che lo caratterizzano –ma, date le più ampie assicurazioni a tutti sulla competenza e conoscenza che mi permettono di trattare questo tema con piena cognizione di causa, mi ritengo del tutto emendato.
Veniamo ai fatti ( iniziando da lontano )
Alla vigilia della consultazione elettorale che portò alla vittoria il centrosinistra della presidente Bresso, lo stato dell’arte della sanità piemontese (* è sempre sottinteso anche il locale ) era il seguente: buona copertura quali- quantitativa della domanda sanitaria (grazie ad una struttura organizzativa che prevedeva più ASL rispetto le attuali, ciascuna delle quali riusciva a gestire in maniera più efficiente ed efficace le specifiche necessità del territorio di propria competenza),
centri clinici di eccellenza ,capaci di attirare pazienti di altre regioni,e quindi fonti di importanti entrate finanziarie ( Le Molinette in primis )attuazione di politiche di assistenza territoriale grazie ai piani di quadrante, bilanci tra i più virtuosi rispetto alle medie regionali, a perturbare questo quadro positivo e con prospettive di miglioramento intervenne lo scandalo dell’ Ordine Mauriziano con i suoi 800 miliardi di debiti.
Onestà intellettuale e morale vuole che sulla causa del debito occorra fare la dovuta chiarezza,
perché investono ambedue le fazioni politiche in maniera diversa.
Il centrodestra perché, pur avendo avuto responsabilità di governo della sanità, non ha mai posto in essere processi di controllo e valutazione che avrebbero portato ad una precoce conoscenza della situazione reale ed all’adozione di opportuni provvedimenti, tra cui la sostituzione della dirigenza di centrosinistra che all’epoca,ancora, amministrava l’ Ordine Mauriziano.
Il centrosinistra, per aver continuato a praticare una gestione inefficiente e personalistica, finalizzata a soddisfare le proprie esigenze politiche.
A questo proposito vari e futuri amministratori, vi ricorderete tutto quello che è specificato in questa vicenda? – in particolare ricordate che la gente vi osserva, sempre, e vi giudica con il voto.
Non è il caso di valorizzare in futuro la proprie risorse umane in un settore così delicato e complesso , dove le competenze manageriali e professionale devono essere funzionali al programma politico della giunta?
Del resto guardate cosa sta accadendo in questi ultimi tempi nelle ASL dove ogni ruolo di responsabilità,ai vari livelli, viene occupato da dirigenti ed operatori rigorosamente organici al colore politico dell’attuale amministrazione regionale.
Ricordate futuri amministratori che non a caso esperienza vuol dire conoscenza delle cose acquisite per prova diretta.
Torniamo al tema iniziale : le dimensioni del debito dell’Ordine Mauriziano, le conseguenze negative sia sul piano dell’offerta sanitaria sia su quello occupazionale resero necessaria l’approvazione di una legge nazionale ad hoc , mentre nel frattempo l’assessorato alla sanità cominciava a farsi carico del debito senza , per questo, aumentare di un euro le tasse a carico dei cittadini piemontesi , caso volle che si era all’antivigilia delle elezioni regionale e, ad una riconosciuta capacità dell’allora minoranza capace di creare disinformazione, si oppose la pigrizia della maggioranza che, convinta del successo finale, non si impegnò affatto a trovare una efficace strategia che permettesse di comunicare i fatti reali della vicenda … la realtà venne quindi stravolta : coloro che tentavano di risolvere il problema passarono per gli spietati affossatori della sanità pubblica in quanto incapaci di amministrare e dediti alle più bieche politiche di privatizzazione ed i veri responsabili del disastro poterono tranquillamente indossare i panni dei difensori del servizio pubblico e degli interessi dei cittadini …
Nella realtà Valenzana , figli di questa riuscita disinformazione, ci sono stati comportamenti originali e speculativi messi in atto da alcuni politici… , che vorrei riproporre all’attenzione generale.
Chi non si ricorda dell’esponente politico che, novello Promoteo, si incatenò davanti all’ospedale Mauriziano pronto all’estremo sacrificio in difesa degli interessi della comunità
Valenzana , ma dimenticando di ricordarsi che il comitato di gestione del Mauriziano era stato scelto anche con l’assenso del suo partito?
E che dire della vulgata mediatica che attribuì all’allora sindaco in carica il merito del salvataggio dell’ Ospedale per il coraggio e la tempra dimostrata nell’affrontare in maniera virile l’interlocutore istituzionale, arrivando persino a battere i pugni sul tavolo ?
Risultato: cosa ne pensate ora del Mauriziano di Valenza ? …