Questa la spesa se dopo il voto del 2010 gli eletti non saranno riconfermati.
In Piemonte la buonuscita è di ben 85mila euro.
Hanno anche la liquidazione, i consiglieri regionali.
E che liquidazione: da decine di migliaia di euro.
Un beneficio noto agli addetti ai lavori, ma di cui l’opinione pubblica non sempre è consapevole.
Almeno fino a ieri.
Goà, perché l’arcivescovo di Torino, Severino Poletto, ha avuto l’audacia di biasimare i politici che in tempi difficili come questi mancano di sobrietà.
Al cardinale non è piaciuta la superindennità che i consiglieri uscenti della Regione Piemonte percepiranno fra tre mesi, quando si chiuderà la legislatura.
Ben 85.770 euro, netti, per 5 anni di lavoro.
Il Tfr piemontese è il più alto d’Italia, seguito a poca distanza da quello pugliese, con un’indennità di 80.600 euro a legislatura.
Una regione del nord e una del sud; la mappa delle liquidazioni stravolge la consueta geografia politica e civica.
Infatti tra quelle virtuose troviamo al primo posto la Calabria con 21.920 euro, seguita dall’Emilia Romagna con 24mila euro e dal Veneto con 27.497 euro.
Insomma: quanto a emolumenti non c’è differenza tra settentrione e meridione, come risulta dalle statistiche della Conferenza delle Assemblee legislative delle Regioni e dai dati che il Giornale ha raccolto interpellando i Parlamenti locali.
Il motivo?
Semplice: ogni regione è libera di determinare l’entità degli emolumenti.
La conseguenza?
Intuibile.
Le elezioni che si svolgeranno la prossima primavera costeranno parecchio alla collettività.
La media delle indennità di fine mandato nelle tredici regioni che si recheranno alle urne è di 42.901 euro, sempre al netto delle tasse e dei contributi.
Pur essendo molto difficile stimare il Tfr maturato complessivamente fino ad oggi, considerato che riguarda ben 709 consiglieri - alcuni dei quali di prima nomina, altri invece veterani - abbiamo tentato un calcolo indicativo.
Ipotizzando che tutti i consiglieri avessero una sola legislatura alle spalle e che tutti venissero sostituiti, il costo complessivo ammonterebbe a 32.633.086 euro.
Una bella somma in tempi di crisi, tanto più che il costo reale è di gran lunga più alto.
«Mi auguro che questi dati inducano l’opinione pubblica e i politici a definire con chiarezza e senza sperequazioni quanto debba guadagnare un consigliere regionale in Italia», dichiara al Giornale Monica Donini, numero uno del Consiglio regionale dell’Emilia Romagna e presidente Conferenza delle Assemblee legislative delle Regioni.
«Le retribuzioni dei consiglieri sono parametrati all’indennità dei parlamentari a Roma - spiega -. C’è chi è molto parco e si ferma al 60% e chi invece tocca il 100%, come la Sicilia che prende come riferimento addirittura il Senato, anziché la Camera dei Deputati».
La liquidazione di solito corrisponde a una mensilità per ogni anno di legislatura.
Lo scandalo del Piemonte e della Puglia è presto spiegato: anziché un mese ne vengono considerati due.
Quello di Torino è recente, fu approvato nel 2003 durante l’era Ghigo.
La liquidazione è proporzionale al numero di anni trascorsi in Consiglio.
Per intenderci: se un consigliere lasciasse dopo tre mandati incasserebbe 257.312 mila euro. Puliti, puliti.
Una bella ricompensa, non c’è che dire, che si inerisce in una realtà molto variegata.
mercoledì 30 dicembre 2009
mercoledì 23 dicembre 2009
Finlandia: treni in ritardo per la neve?

Al massimo 5 minuti tre giorni all'anno.
Convogli e carrozze nuove e un'adeguata manutenzione della rete permettono di viaggiare con ogni clima
Quando fa molto freddo, con punte di 20-30 e anche più gradi sottozero e la neve è superiore ai 15 cm, i (pochi) treni vecchi hanno qualche problema in più.
Convogli e carrozze nuove e un'adeguata manutenzione della rete permettono di viaggiare con ogni clima
Quando fa molto freddo, con punte di 20-30 e anche più gradi sottozero e la neve è superiore ai 15 cm, i (pochi) treni vecchi hanno qualche problema in più.
Riguardo al Pendolino, costruito dalla Fiat, i problemi sono scarsi: basta ridurre la velocità per superarli».
In Finlandia quello che avviene per i treni (quasi sempre puntualissimi) si ripete per gli autobus e la circolazione su strada.
Nonostante le forti nevicate (in inverno quasi quotidiane) una efficientissima rete di spazzaneve si mette in moto e ripulisce strade statali e vie cittadine in poco tempo.
IN ITALIA :
«METTERSI IN VIAGGIO CON PANINI E MAGLIONI» - L’impegno prioritario di Ferrovie, assicura Moretti è quello di non interrompere il servizio e non bloccare il servizio.
IN ITALIA :
«METTERSI IN VIAGGIO CON PANINI E MAGLIONI» - L’impegno prioritario di Ferrovie, assicura Moretti è quello di non interrompere il servizio e non bloccare il servizio.
«Sappiamo che i nostri utenti vogliono tornare a casa per le feste e noi vogliamo portarceli – aggiunge -.
In altre condizioni direi a tutti di rimandare la partenza di qualche giorno, ma so che adesso non si può fare».
Moretti lancia allora una raccomandazione a chi sta per mettersi in viaggio: «Portatevi qualche maglione pesante, qualche panino in più e qualche bottiglia d'acqua.
Perché può capitare che a causa del maltempo vada via la linea elettrica e che non ci sia il riscaldamento nelle carrozze».
Dal Corriere della Sera.
Dal Corriere della Sera.
lunedì 21 dicembre 2009
lunedì 14 dicembre 2009
Operazione anticrisi ...


e quante volte viene riproposta senza mai nulla concludere, pensare all’insediamento di altre attività produttive è cosa estremamente difficile ?
Articolo di Valenza ( da IL PICCOLO 11/12/2009 )
Le istituzioni puntano i riflettori sul distretto orafo, che sta attraversando una difficile situazione di crisi e se dall’incontro di mercoledì in Provincia con la presidente della Regione Mercedes Bresso è emersa la volontà di dar vita a un tavolo tecnico rivolto appositamente al rilancio del settore orafo valenzano, altre iniziative saranno avviate proprio da Palazzo Ghilini per aiutare i lavori disoccupati a superare questa difficile congiuntura. «Dai dati a nostra disposizione sulle richieste di cassa integrazione in deroga - afferma l’assessore provinciale al Lavoro, Massimo Barbadoro - il distretto di Valenza incide al 70 per cento sul dato complessivo provinciale. Le misure anticrisi messe in campo dalla Regione e dalle Province piemontesi sono innovative: da una parte si vuole dare un sostegno economico a chi ha perso il lavoro, attraverso un sistema a chiamata o su segnalazione delle aziende che manderanno ai centri per l’impiego i lavoratori che potranno usufruire degli ammortizzatori sociali; dall’altra si intendono attuare politiche attive del lavoro, con iniziative nel campo della formazione professionale, elemento centrale per poter ottenere gli ammortizzatori stessi».
Fondamentale quindi sarà il lavoro dei centri per l’impiego, referenti principali dei lavoratori, di cui si dovranno occupare attraverso colloqui e con un’attività di orientamento mirato per la scelta dell’indirizzo formativo, e successivamente in un’ottica di possibile ricollocazione. Non solo, il centro per l’impiego potrà essere un utile strumento di consulenza anche per le aziende, soprattutto quelle più piccole e poco strutturate
Fondamentale quindi sarà il lavoro dei centri per l’impiego, referenti principali dei lavoratori, di cui si dovranno occupare attraverso colloqui e con un’attività di orientamento mirato per la scelta dell’indirizzo formativo, e successivamente in un’ottica di possibile ricollocazione. Non solo, il centro per l’impiego potrà essere un utile strumento di consulenza anche per le aziende, soprattutto quelle più piccole e poco strutturate
giovedì 10 dicembre 2009
mercoledì 9 dicembre 2009
Valorizzare Expo Piemonte ...

Articolo di Valenza , da Il Piccolo del 06/11/2009.
Sembra una farsa : ( 365 - 7 = 358 giorni
a rimirar la cattedrale nel deserto vuota)
Valenza Expo Events ha già pianificato gli appuntamenti per il settore della gioielleria che avranno luogo al Centro Espositivo Expo Piemonte nel 2010.
«Le aziende - afferma Francesco Barberis, presidente di Valenza Expo Events - potranno così programmare per tempo le partecipazioni espositive per il prossimo anno e aver già fissato il calendario consente il varo di iniziative promozionali e di comunicazione rivolte al trade in Italia ed all’estero, anche in concorso con le aziende espositrici, che prenderanno il via già a gennaio».
Il primo appuntamento sarà la 2ª edizione di ‘V+Plus’, salone del design, delle tecnologie innovative e dei servizi per il settore orafo in programma
Il primo appuntamento sarà la 2ª edizione di ‘V+Plus’, salone del design, delle tecnologie innovative e dei servizi per il settore orafo in programma
il 17, 18 e 19 aprile all’avanguardia per il settore orafo.
‘Valenza Gioielli’, mostra internazionale di gioielleria, oreficeria e orologeria si terrà invece
‘Valenza Gioielli’, mostra internazionale di gioielleria, oreficeria e orologeria si terrà invece
il 2, 3, 4 e 5 ottobre
«Le procedure di adesione a ‘Valenza Gioielli’ sono già in corso e si rivolgono alle aziende espositrici presenti nel 2009 che possono beneficiare di opzioni privilegiate relativamente al posizionamento espositivo e al dimensionamento delle aree senza prevedere versamento anticipato di acconti sul canone di partecipazione.
«Le procedure di adesione a ‘Valenza Gioielli’ sono già in corso e si rivolgono alle aziende espositrici presenti nel 2009 che possono beneficiare di opzioni privilegiate relativamente al posizionamento espositivo e al dimensionamento delle aree senza prevedere versamento anticipato di acconti sul canone di partecipazione.
L’avvenuto riposizionamento qualitativo di ‘Valenza Gioielli’ nell’ambito dei principali appuntamenti professionali con la gioielleria - sottolinea Barberis - è dovuto alla partecipazione di tutti gli espositori che si riconoscono nel nuovo percorso della rassegna espositiva.
L’identità e lo stretto legame con il sistema ‘made in Italy’ di ‘Valenza Gioielli’ saranno al centro della campagna di promozione del 2010 con l’obiettivo di valorizzare ulteriormente l’appeal della manifestazione attraverso interventi ed attività mirate e capillari»
sabato 5 dicembre 2009
giovedì 3 dicembre 2009
Regione Piemonte ... il Governo ...

Gli abusi sui minori sono un business. O almeno così si può dire osservando il costo per la collettività: la Regione Piemonte, in un anno, spende una cifra come 35 milioni di euro per le comunità, i presidi assistenziali e tutte le altre strutture - sono 140 in tutta la regione - pensate per l’affido dei minori tolti alla famiglia. Strutture che, a quanto risulta per esempio al consigliere regionale Gian Luca Vignale, sono in gran parte private. E cifre che, come ribadito più volte dal consigliere, sembrano destinate a salire se si considerano anche i fondi erogati alle famiglie affidatarie.Nella nostra Regione 3.498 minori nel 2006 risultavano allontanati dalle loro famiglie naturali: di questi 2.319 erano in stato di affido famigliare e 1.179 vivevano presso comunità della Regione, di questi circa il 10 per cento erano stranieri. Ma perché così tanti minorenni vengono tolti alle famiglie? Scorrendo i dati a disposizione emerge che nel 44 per cento dei casi la motivazione è «incapacità e metodi educativi non idonei», mentre il 32,77 per cento è «impossibilità dei genitori a seguire i figli ».Ma secondo l’associazione “Cresco a casa” sovente i criteri di valutazione sono troppo soggettivi «mentre la sottrazione coatta di minori e falsi abusi hanno un comune denominatore che trova origine nelle discipline psicologiche e psichiatriche». Per intenderci: è sufficiente la segnalazione di un insegnante, un comportamento “strano”, un disegno ed ecco che può accadere che normali turbe adolescenziali vengano scambiate per segni di abusi subiti. Come Marta, 15 anni, prelevata da scuola e sottratta per sette mesi ai genitori perché la dirigente scolastica notava « u n’insofferenza della minore nei confronti della famiglia » . L’indagine della polizia - allertata dai genitori - ha poi smontato ogni accusa. E si tratta solamente di un esempio. La casistica, come sostenuto più volte da Vittorio Apolloni presidente, oltre che di “Cresco a casa”, anche del centro di documentazione sui falsi abusi, è piuttosto ampia. E a rafforzare la sua tesi enumera le cifre: su una media di quasi quattro milioni di denunce presentate alle Procure di tutta Italia, quelle riguardanti i minori sono 4.959. Quelle rivelatesi fasulle sono il 96 per cento.Per Gian Luca Vignale, che da tempo ha avviato una vera e propria battaglia in questo senso, «l’affidamento è un settore in cui la Regione investe un mucchio di soldi in modo ingiustificato rispetto al numero di persone che segue. Ritengo più importante sostenere la famiglia e non le strutture ricettive per i minori».
mercoledì 18 novembre 2009
Anche la scuola è più moderna : grazie a ...

Il progetto utilizza 31 Lim per «assicurare una cittadinanza competente e innovativa»
Nome della scuola:
Scuola secondaria di I grado Giovanni Pascoli
Regione / Provincia / Città:
Piemonte / Alessandria / Valenza
Ordine di studi:Secondaria di primo grado
Nome della scuola:
Scuola secondaria di I grado Giovanni Pascoli
Regione / Provincia / Città:
Piemonte / Alessandria / Valenza
Ordine di studi:Secondaria di primo grado
Il 14 settembre la Scuola secondaria di primo grado Giovanni Pascoli di Valenza (in provincia di Alessandria) ha avviato un progetto che utilizza 31 Lavagne Interattive Multimediali: tredici nella sede centrale, dodici nella succursale e sei nella sezione associata. L’esperienza prende il nome di Forum FuLvIuM Valentinum, «perché - spiega il Dirigente Scolastico Maurizio Carandini - ogni progetto deve nascere dalla storia del territorio in cui si svilupperà». A guidare un’operazione tanto ambiziosa un’idea fondamentale per chiunque voglia coniugare scuola e nuovi media: «Realizzare ambienti di apprendimento adatti a un utilizzo costante e diffuso delle tecnologie nella quotidianità scolastica».
Dirigente Carandini, perché avete deciso di utilizzare la Lavagna Interattiva Multimediale nelle classi dell’istituto?
Ci è sembrato giusto dare ascolto ai «clienti» della nostra scuola. Cerchiamo in questo modo di colmare il gap tra la domanda della società e l’offerta della scuola, per assicurare cittadinanza competente e innovativa, che diventi fattore di trasformazione sociale. Ma un progetto come Forum FuLvIuM Valentinum ha anche un altro obiettivo: vedere se, in che misura, e a quali condizioni l’azione di management scolastico riesca a proiettarsi verso il ruolo di impresa innovativa.
Nel documento che presenta il vostro progetto, si parla di «intervenire nei processi formativi». In che modo, secondo lei, le lavagne interattive, e in generale le nuove risorse tecnologiche, possono aiutare il processo di insegnamento/apprendimento?
Strumenti come la Lim devono prima di tutto ridurre la distanza tra finalità di autorealizzazione individuale e organizzazione del sistema formativo. Il processo che lega il raggiungimento del successo scolastico al POF presuppone un requisito di fondo: la qualità della formazione. Per assicurare la qualità o la garanzia della qualità occorrono quindi attività pianificate e sistematiche, che tengano conto di processi a medio e a lungo termine.
E in questa processo finalizzato alla qualità della formazione, come si colloca l’uso delle Lim?
L’utilizzo della Lim provocherà inevitabilmente mutamenti sempre più rapidi e incisivi nel sistema scuola. Oggi stiamo vivendo una reale e sostanziale trasformazione del modo di organizzarsi, dell’usare strumenti, del produrre, dell’esercitare le professioni, del vivere nella società moderna. L’evoluzione e il cambiamento interessano non solo gli strumenti e le tecniche di comunicazione, ma l’intera società e le forme in cui essa si esprime, a partire dalla scuola.
Quanto tempo avete impiegato per trovare i fondi necessari per realizzare Forum FuLvIuM Valentinum? E come è avvenuta la formazione dei docenti?
Ci sono voluti circa due mesi per raccogliere le risorse economiche, il tempo necessario per coinvolgere Comuni, fondazione bancaria, privati, sponsor. Ma crediamo che quando un progetto è importante tutti sono moralmente e materialmente impegnati. La formazione del personale ha invece coinvolto insegnanti e tutor, che a loro volta hanno formato altri colleghi e il resto del corpus docenti.
Ora che nella vostra scuola ci sono 31 Lim che fine faranno le «vecchie lavagne»?
Rispondo con le stesse parole che utilizzai in un collegio docenti: « Da domani non troverete più le lavagne di ardesia ma le Lim!».
Quale sarà il prossimo “step informatico” della scuola? Avete in cantiere altre applicazioni delle nuove tecnologie nei vostri percorsi didattici?
Stiamo lavorando per un nuovo importante progetto che vede un utilizzo massiccio delle nuove tecnologie: si chiama CESTINGEO, Centro studi internazionali di geopolitica. È un’operazione ambiziosa, che prevede l’arricchimento della dotazione tecnologica con pannelli interattivi, wireless tablets , response system e document camera. Insomma, noi della scuola Giovanni Pascoli non siamo mai domi.
15/10/2009
Dirigente Carandini, perché avete deciso di utilizzare la Lavagna Interattiva Multimediale nelle classi dell’istituto?
Ci è sembrato giusto dare ascolto ai «clienti» della nostra scuola. Cerchiamo in questo modo di colmare il gap tra la domanda della società e l’offerta della scuola, per assicurare cittadinanza competente e innovativa, che diventi fattore di trasformazione sociale. Ma un progetto come Forum FuLvIuM Valentinum ha anche un altro obiettivo: vedere se, in che misura, e a quali condizioni l’azione di management scolastico riesca a proiettarsi verso il ruolo di impresa innovativa.
Nel documento che presenta il vostro progetto, si parla di «intervenire nei processi formativi». In che modo, secondo lei, le lavagne interattive, e in generale le nuove risorse tecnologiche, possono aiutare il processo di insegnamento/apprendimento?
Strumenti come la Lim devono prima di tutto ridurre la distanza tra finalità di autorealizzazione individuale e organizzazione del sistema formativo. Il processo che lega il raggiungimento del successo scolastico al POF presuppone un requisito di fondo: la qualità della formazione. Per assicurare la qualità o la garanzia della qualità occorrono quindi attività pianificate e sistematiche, che tengano conto di processi a medio e a lungo termine.
E in questa processo finalizzato alla qualità della formazione, come si colloca l’uso delle Lim?
L’utilizzo della Lim provocherà inevitabilmente mutamenti sempre più rapidi e incisivi nel sistema scuola. Oggi stiamo vivendo una reale e sostanziale trasformazione del modo di organizzarsi, dell’usare strumenti, del produrre, dell’esercitare le professioni, del vivere nella società moderna. L’evoluzione e il cambiamento interessano non solo gli strumenti e le tecniche di comunicazione, ma l’intera società e le forme in cui essa si esprime, a partire dalla scuola.
Quanto tempo avete impiegato per trovare i fondi necessari per realizzare Forum FuLvIuM Valentinum? E come è avvenuta la formazione dei docenti?
Ci sono voluti circa due mesi per raccogliere le risorse economiche, il tempo necessario per coinvolgere Comuni, fondazione bancaria, privati, sponsor. Ma crediamo che quando un progetto è importante tutti sono moralmente e materialmente impegnati. La formazione del personale ha invece coinvolto insegnanti e tutor, che a loro volta hanno formato altri colleghi e il resto del corpus docenti.
Ora che nella vostra scuola ci sono 31 Lim che fine faranno le «vecchie lavagne»?
Rispondo con le stesse parole che utilizzai in un collegio docenti: « Da domani non troverete più le lavagne di ardesia ma le Lim!».
Quale sarà il prossimo “step informatico” della scuola? Avete in cantiere altre applicazioni delle nuove tecnologie nei vostri percorsi didattici?
Stiamo lavorando per un nuovo importante progetto che vede un utilizzo massiccio delle nuove tecnologie: si chiama CESTINGEO, Centro studi internazionali di geopolitica. È un’operazione ambiziosa, che prevede l’arricchimento della dotazione tecnologica con pannelli interattivi, wireless tablets , response system e document camera. Insomma, noi della scuola Giovanni Pascoli non siamo mai domi.
15/10/2009
martedì 10 novembre 2009
Ricordi di Valenza ...
martedì 27 ottobre 2009
Quando serve , serve !
venerdì 23 ottobre 2009
mercoledì 21 ottobre 2009
sabato 17 ottobre 2009
Officina meccanica AMV per tutti ?
giovedì 8 ottobre 2009
sabato 26 settembre 2009
LE 3 COSE DA NON CREDERE MAI !
LO SPECCHIO : dice solo quello che piace a Te
LE LUCCIOLE : splendono,corrono,e non si fanno raggiungere
LE PUTTANE : non dicono mai la verità
AMICO MIO CREDI ALLE PROSTITUTE :
LORO IL PREZZO LO DICONO PRIMA !
LE LUCCIOLE : splendono,corrono,e non si fanno raggiungere
LE PUTTANE : non dicono mai la verità
AMICO MIO CREDI ALLE PROSTITUTE :
LORO IL PREZZO LO DICONO PRIMA !
giovedì 17 settembre 2009
La Posta dei Lettori :

Riceviamo e pubblichiamo le mail indirizzate a Valenza-controinformazione
tramite il nostro indirizzo di posta elettronica : caffepolitico@libero.it
mercoledì 9 settembre 2009
lunedì 7 settembre 2009
Crisi del lavoro eguale crisi della Politica ?
venerdì 7 agosto 2009
E' mancato il Dr. Gianfranco Pittatore
giovedì 6 agosto 2009
Bando di Gara .

Sarà così ?
Un nuovo stadio per la città dell'oro.
Il Centro sportivo polifunzionale di Valenza potrebbe essere una realtà già nel 2011.
È stato pubblicato nei giorni scorsi da Valreti Spa il bando di gara per la concessione di costruzione e gestione dell’impianto.
La procedura di assegnazione si concluderà il 30 settembre.
Il nuovo centro per lo sport sorgerà in un’area di 136.000 metri quadri, in strada Ariara e a scomputo parziale degli interventi da realizzare verrà posto il valore dell’area dove ora sorge lo stadio di via Napoli.
L’intervento consiste nella realizzazione di campo da calcio regolamentare per la serie C1, con una capienza minima di 4000 posti a sedere, dotato di tutti gli spazi e servizi di supporto all’attività sportiva.
L’intervento consiste nella realizzazione di campo da calcio regolamentare per la serie C1, con una capienza minima di 4000 posti a sedere, dotato di tutti gli spazi e servizi di supporto all’attività sportiva.
Oltre all’impianto principale è prevista la creazione di campi di allenamento regolamentari e da calcetto.
da “Il Piccolo” Valenza - 05/08/2009
da “Il Piccolo” Valenza - 05/08/2009
martedì 4 agosto 2009
La rassegnazione .
giovedì 30 luglio 2009
Bella Senz'Anima & La bestia ...

E adesso siediti su quella seggiola, stavolta ascoltami senza interrompere, è tanto tempo che volevo dirtelo.
Vivere insieme a te è stato inutile, tutto senza allegria, senza una lacrima, niente da aggiungere ne da dividere, nella tua trappola ci son caduto anch'io, avanti il prossimo, gli lascio il posto mio.
Pensiero stupendo nasce un poco strisciando si potrebbe trattare di bisogno d'amore meglio non dire.
Prima o poi poteva accadere sai si può scivolare se così si può dire.
Eppure io sorrido che prima o poi, riderò anch’io, di loro.
Pensiero stupendo nasce un poco strisciando si potrebbe trattare di bisogno d'amore meglio non dire.
Prima o poi poteva accadere sai si può scivolare se così si può dire.
Eppure io sorrido che prima o poi, riderò anch’io, di loro.
Le cose stan così e le accetto così come sono.
Ma prima o poi si scatenerà l’inferno.
Qui tutti impazziranno, ad infilar l’ombrello nell’ombelico dell’altro o meglio ancora, sotto l’osso sacro.
Più semplice da dietro; son più portati, che a stare lì a far parole.
martedì 28 luglio 2009
SERVE " GAD LERNER" NUOVAMENTE !

Amv, reperibilità dimezzata Valenza - da *IL Piccolo* del 27/07/2009
«Quella dell’Amv, come è stata presentata dal presidente Angelo Gatti, appare una soluzione quanto meno stravagante: per contenere le perdite di Bilancio è stata decisa la riduzione del 50 per cento (da quattro a due persone) del servizio di reperibilità e la penalizzazione dei dipendenti (riduzione del premio annuale). Il tutto per circa trentamila euro di risparmio contro un deficit di centinaia di migliaia». È duro il giudizio di Michele Muliere, segretario provinciale della Femca Cisl, espresso al termine dell’assemblea con i dipendenti (una quarantina) che si è svolta venerdì scorso. «L’Amv di Valenza - dice Muliere - ha chiuso il Bilancio 2008 con circa duecentomila euro di deficit che poteva essere anche più consistente se non fosse stato ridimensionato dalla vendita del gas. Mentre sulla gestione dell’azienda pesa l’accordo per l’acqua, sottoscritto in passato, che assicura un “minimo garantito” alla Amc di Casale (circa 250.000 euro), una cifra analoga che risulta in base a stime errate in relazione ai consumi e la perdita di duecentomila euro per la gestione della piscina di Valenza, che è stata assegnata dal Comune. Che ora deve intervenire perché non è giusto che a pagare siano lavoratori e utenti»
«Quella dell’Amv, come è stata presentata dal presidente Angelo Gatti, appare una soluzione quanto meno stravagante: per contenere le perdite di Bilancio è stata decisa la riduzione del 50 per cento (da quattro a due persone) del servizio di reperibilità e la penalizzazione dei dipendenti (riduzione del premio annuale). Il tutto per circa trentamila euro di risparmio contro un deficit di centinaia di migliaia». È duro il giudizio di Michele Muliere, segretario provinciale della Femca Cisl, espresso al termine dell’assemblea con i dipendenti (una quarantina) che si è svolta venerdì scorso. «L’Amv di Valenza - dice Muliere - ha chiuso il Bilancio 2008 con circa duecentomila euro di deficit che poteva essere anche più consistente se non fosse stato ridimensionato dalla vendita del gas. Mentre sulla gestione dell’azienda pesa l’accordo per l’acqua, sottoscritto in passato, che assicura un “minimo garantito” alla Amc di Casale (circa 250.000 euro), una cifra analoga che risulta in base a stime errate in relazione ai consumi e la perdita di duecentomila euro per la gestione della piscina di Valenza, che è stata assegnata dal Comune. Che ora deve intervenire perché non è giusto che a pagare siano lavoratori e utenti»
mercoledì 22 luglio 2009
Esposizione dei fatti , non risposte !

Disagio sociale, risposte dal Ciss.
Il disagio delle famiglie sta aumentando, a fronte della grave crisi economica che sta attraversando anche Valenza, considerata per molto tempo ‘oasi felice’, dove il lavoro non mancava mai, anzi, città in grado di offrire un’occupazione a tante persone che provenivano anche da altri centri.
La città orafa è nota a livello internazionale per la sua produzione di tradizione, è stata ed è ancora sinonimo di professionalità imprenditorialità, efficienza, intraprendenza, ma oggi sta attraversando forse la sua crisi più dura e per la prima volta deve affrontare problemi legati al disagio di molte famiglie.
La perdita di cospicui posti di lavoro, la chiusura di molte aziende, il drastico ridimensionamento salariale sta producendo anche in città un nuovo disagio, che si somma a quello ‘tradizionale’, cui i servizi sociali sono titolati a far fronte. Il Ciss ha aumentato di molto il suo stanziamento nella voce ‘minimo vitale’, anche se questo non può essere uno strumento per arginare la crisi e altri devono essere i soggetti preposti ad avere un ruolo rispetto alla disoccupazione. Il Ciss può comunque intervenire per tentare di arginare e risolvere altri problemi legati al disagio sempre più emergenti, anche questi in qualche modo legati alla crisi economica.
Infatti, come ci conferma la presidente del Ciss, Gabriella D’Amico il crollo economico ha fatto sì che stiano emergendo con più immediata evidenza le crisi ‘esistenziali’ di nuclei famigliari che, proprio in virtù della precarietà socio-economica del tessuto produttivo - ci dice -, dimostrano di non avere più sufficienti forze per andare avanti non solo economicamente»
venerdì 17 luglio 2009
La sede del Ministero degli Affari Esteri
Il palazzo della Farnesina : Attività e competenzeLA DIREZIONE GENERALE PER LA COOPERAZIONE ECONOMICA E FINANZIARIA MULTILATERALE
Commercio e Sviluppo La Direzione Generale per la Cooperazione Economica Multilaterale svolge un ruolo di coordinamento sui temi del Commercio e Sviluppo in particolare con riferimento all’attività dell’OMC ( Organizzazione Mondiale per il Commercio ) e dell’UNCTAD (Conferenza delle Nazioni Unite per il Commercio e lo Sviluppo).
Tale coordinamento si espleta anche attraverso la partecipazione alle riunioni dei principali organi dell’OMC (Conferenza Ministeriale quadriennale, Consiglio Commercio e Sviluppo) e dell’UNCTAD (Trade and Development Board) per l’affermazione della posizione europea – nel cui ambito si integra quella italiana a tutela dei nostri interessi – a favore di politiche per lo sviluppo più efficaci e concrete.
Alla luce dei cambiamenti nel sistema economico internazionale il ruolo dell'UNCTAD potrà essere quello di sostenere lo sviluppo delle tematiche della cooperazione Sud-Sud, assicurando l’equilibrio tra le esigenze energetiche dei diversi paesi e la sostenibilità ambientale, nonché la riduzione della povertà come stabilito dai Millennium Development Goals.
Proprietà intellettuale, mercato dei beni immateriali, tutela della proprietà intellettuale:
Il Delegato italiano agli Accordi per la Proprietà Intellettuale e la DGCE curano le relazioni dell’Italia nel settore con tutte le organizzazioni internazionali, ed in particolare con l’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (O.M.P.I., con sede a Ginevra ed appartenente alle Nazioni Unite), con l’Organizzazione Europea dei Brevetti (O.E.B, con sede a Monaco di Baviera), con l’Ufficio per l’Armonizzazione del Mercato Interno (U.A.M.I., con sede ad Alicante) al fine di predisporre accordi e direttive nel campo della proprietà intellettuale relativamente a: brevetti (europei , comunitari, pct), marchi (e disegni e modelli di pubblica utilità); diritti d’autore (e diritti connessi); indicazioni geografiche (secondo l’Accordo TRIPS dell’Organizzazione Mondiale del Commercio); lotta alla contraffazione ed alla pirateria internazionale.
Tale attivita’ investe anche la partecipazione al coordinamento in ambito comunitario per tutte le questioni inerenti alla proprieta’ intellettuale, ed e’ condotta in raccordo con il Ministero dello Sviluppo Economico (brevetti e marchi), il Ministero dei Beni Culturali (Diritto d’Autore e diritti connessi) ed il Ministero per le Politiche Comunitarie (Brevetto comunitario).
giovedì 16 luglio 2009
lunedì 13 luglio 2009
mercoledì 8 luglio 2009
countdown - 2010 - Luglio 2009

in attesa della primavera 2010 cadono dei sassolini dalle
scarpe…De sanitate piemontese...(alcune verità passate e presenti della sanità piemontese e locale) Mi corre l’obbligo di confessare il mio peccato originale di partenza : non sono ne un operatore tanto meno un fruitore del servizio sanitario piemontese
- mi sia consentito dire fortunatamente , visto la condizione agoniche che lo caratterizzano –ma, date le più ampie assicurazioni a tutti sulla competenza e conoscenza che mi permettono di trattare questo tema con piena cognizione di causa, mi ritengo del tutto emendato.
Veniamo ai fatti ( iniziando da lontano )
Alla vigilia della consultazione elettorale che portò alla vittoria il centrosinistra della presidente Bresso, lo stato dell’arte della sanità piemontese (* è sempre sottinteso anche il locale ) era il seguente: buona copertura quali- quantitativa della domanda sanitaria (grazie ad una struttura organizzativa che prevedeva più ASL rispetto le attuali, ciascuna delle quali riusciva a gestire in maniera più efficiente ed efficace le specifiche necessità del territorio di propria competenza),
centri clinici di eccellenza ,capaci di attirare pazienti di altre regioni,e quindi fonti di importanti entrate finanziarie ( Le Molinette in primis )attuazione di politiche di assistenza territoriale grazie ai piani di quadrante, bilanci tra i più virtuosi rispetto alle medie regionali, a perturbare questo quadro positivo e con prospettive di miglioramento intervenne lo scandalo dell’ Ordine Mauriziano con i suoi 800 miliardi di debiti.
Onestà intellettuale e morale vuole che sulla causa del debito occorra fare la dovuta chiarezza,
perché investono ambedue le fazioni politiche in maniera diversa.
Il centrodestra perché, pur avendo avuto responsabilità di governo della sanità, non ha mai posto in essere processi di controllo e valutazione che avrebbero portato ad una precoce conoscenza della situazione reale ed all’adozione di opportuni provvedimenti, tra cui la sostituzione della dirigenza di centrosinistra che all’epoca,ancora, amministrava l’ Ordine Mauriziano.
Il centrosinistra, per aver continuato a praticare una gestione inefficiente e personalistica, finalizzata a soddisfare le proprie esigenze politiche.
A questo proposito vari e futuri amministratori, vi ricorderete tutto quello che è specificato in questa vicenda? – in particolare ricordate che la gente vi osserva, sempre, e vi giudica con il voto.
Non è il caso di valorizzare in futuro la proprie risorse umane in un settore così delicato e complesso , dove le competenze manageriali e professionale devono essere funzionali al programma politico della giunta?
Del resto guardate cosa sta accadendo in questi ultimi tempi nelle ASL dove ogni ruolo di responsabilità,ai vari livelli, viene occupato da dirigenti ed operatori rigorosamente organici al colore politico dell’attuale amministrazione regionale.
Ricordate futuri amministratori che non a caso esperienza vuol dire conoscenza delle cose acquisite per prova diretta.
Torniamo al tema iniziale : le dimensioni del debito dell’Ordine Mauriziano, le conseguenze negative sia sul piano dell’offerta sanitaria sia su quello occupazionale resero necessaria l’approvazione di una legge nazionale ad hoc , mentre nel frattempo l’assessorato alla sanità cominciava a farsi carico del debito senza , per questo, aumentare di un euro le tasse a carico dei cittadini piemontesi , caso volle che si era all’antivigilia delle elezioni regionale e, ad una riconosciuta capacità dell’allora minoranza capace di creare disinformazione, si oppose la pigrizia della maggioranza che, convinta del successo finale, non si impegnò affatto a trovare una efficace strategia che permettesse di comunicare i fatti reali della vicenda … la realtà venne quindi stravolta : coloro che tentavano di risolvere il problema passarono per gli spietati affossatori della sanità pubblica in quanto incapaci di amministrare e dediti alle più bieche politiche di privatizzazione ed i veri responsabili del disastro poterono tranquillamente indossare i panni dei difensori del servizio pubblico e degli interessi dei cittadini …
Nella realtà Valenzana , figli di questa riuscita disinformazione, ci sono stati comportamenti originali e speculativi messi in atto da alcuni politici… , che vorrei riproporre all’attenzione generale.
Chi non si ricorda dell’esponente politico che, novello Promoteo, si incatenò davanti all’ospedale Mauriziano pronto all’estremo sacrificio in difesa degli interessi della comunità
Valenzana , ma dimenticando di ricordarsi che il comitato di gestione del Mauriziano era stato scelto anche con l’assenso del suo partito?
E che dire della vulgata mediatica che attribuì all’allora sindaco in carica il merito del salvataggio dell’ Ospedale per il coraggio e la tempra dimostrata nell’affrontare in maniera virile l’interlocutore istituzionale, arrivando persino a battere i pugni sul tavolo ?
Risultato: cosa ne pensate ora del Mauriziano di Valenza ? …
scarpe…De sanitate piemontese...(alcune verità passate e presenti della sanità piemontese e locale) Mi corre l’obbligo di confessare il mio peccato originale di partenza : non sono ne un operatore tanto meno un fruitore del servizio sanitario piemontese- mi sia consentito dire fortunatamente , visto la condizione agoniche che lo caratterizzano –ma, date le più ampie assicurazioni a tutti sulla competenza e conoscenza che mi permettono di trattare questo tema con piena cognizione di causa, mi ritengo del tutto emendato.
Veniamo ai fatti ( iniziando da lontano )
Alla vigilia della consultazione elettorale che portò alla vittoria il centrosinistra della presidente Bresso, lo stato dell’arte della sanità piemontese (* è sempre sottinteso anche il locale ) era il seguente: buona copertura quali- quantitativa della domanda sanitaria (grazie ad una struttura organizzativa che prevedeva più ASL rispetto le attuali, ciascuna delle quali riusciva a gestire in maniera più efficiente ed efficace le specifiche necessità del territorio di propria competenza),
centri clinici di eccellenza ,capaci di attirare pazienti di altre regioni,e quindi fonti di importanti entrate finanziarie ( Le Molinette in primis )attuazione di politiche di assistenza territoriale grazie ai piani di quadrante, bilanci tra i più virtuosi rispetto alle medie regionali, a perturbare questo quadro positivo e con prospettive di miglioramento intervenne lo scandalo dell’ Ordine Mauriziano con i suoi 800 miliardi di debiti.
Onestà intellettuale e morale vuole che sulla causa del debito occorra fare la dovuta chiarezza,
perché investono ambedue le fazioni politiche in maniera diversa.
Il centrodestra perché, pur avendo avuto responsabilità di governo della sanità, non ha mai posto in essere processi di controllo e valutazione che avrebbero portato ad una precoce conoscenza della situazione reale ed all’adozione di opportuni provvedimenti, tra cui la sostituzione della dirigenza di centrosinistra che all’epoca,ancora, amministrava l’ Ordine Mauriziano.
Il centrosinistra, per aver continuato a praticare una gestione inefficiente e personalistica, finalizzata a soddisfare le proprie esigenze politiche.
A questo proposito vari e futuri amministratori, vi ricorderete tutto quello che è specificato in questa vicenda? – in particolare ricordate che la gente vi osserva, sempre, e vi giudica con il voto.
Non è il caso di valorizzare in futuro la proprie risorse umane in un settore così delicato e complesso , dove le competenze manageriali e professionale devono essere funzionali al programma politico della giunta?
Del resto guardate cosa sta accadendo in questi ultimi tempi nelle ASL dove ogni ruolo di responsabilità,ai vari livelli, viene occupato da dirigenti ed operatori rigorosamente organici al colore politico dell’attuale amministrazione regionale.
Ricordate futuri amministratori che non a caso esperienza vuol dire conoscenza delle cose acquisite per prova diretta.
Torniamo al tema iniziale : le dimensioni del debito dell’Ordine Mauriziano, le conseguenze negative sia sul piano dell’offerta sanitaria sia su quello occupazionale resero necessaria l’approvazione di una legge nazionale ad hoc , mentre nel frattempo l’assessorato alla sanità cominciava a farsi carico del debito senza , per questo, aumentare di un euro le tasse a carico dei cittadini piemontesi , caso volle che si era all’antivigilia delle elezioni regionale e, ad una riconosciuta capacità dell’allora minoranza capace di creare disinformazione, si oppose la pigrizia della maggioranza che, convinta del successo finale, non si impegnò affatto a trovare una efficace strategia che permettesse di comunicare i fatti reali della vicenda … la realtà venne quindi stravolta : coloro che tentavano di risolvere il problema passarono per gli spietati affossatori della sanità pubblica in quanto incapaci di amministrare e dediti alle più bieche politiche di privatizzazione ed i veri responsabili del disastro poterono tranquillamente indossare i panni dei difensori del servizio pubblico e degli interessi dei cittadini …
Nella realtà Valenzana , figli di questa riuscita disinformazione, ci sono stati comportamenti originali e speculativi messi in atto da alcuni politici… , che vorrei riproporre all’attenzione generale.
Chi non si ricorda dell’esponente politico che, novello Promoteo, si incatenò davanti all’ospedale Mauriziano pronto all’estremo sacrificio in difesa degli interessi della comunità
Valenzana , ma dimenticando di ricordarsi che il comitato di gestione del Mauriziano era stato scelto anche con l’assenso del suo partito?
E che dire della vulgata mediatica che attribuì all’allora sindaco in carica il merito del salvataggio dell’ Ospedale per il coraggio e la tempra dimostrata nell’affrontare in maniera virile l’interlocutore istituzionale, arrivando persino a battere i pugni sul tavolo ?
Risultato: cosa ne pensate ora del Mauriziano di Valenza ? …
sabato 4 luglio 2009
countdown - 2010 - Luglio 2009
venerdì 3 luglio 2009
mercoledì 1 luglio 2009
countdown - 2010 - Luglio 2009
martedì 23 giugno 2009
martedì 9 giugno 2009
countdown - 2010 -
domenica 7 giugno 2009
Forse diventerò una palestra, forse un parcheggio. Forse resterò qui ad invecchiare, vuoto e triste, solo.

Potrei diventare un monumento al ricordo di com'erano i tempi quando esisteva ancora il centro cittadino, dove passeggiare il sabato pomeriggio a guardar..........
-----------Valenza è sempre stata la genitrice partoriente di novità...
in campo produttivo : AGV. (in tutto il Mondo)
-----------Valenza è sempre stata la genitrice partoriente di novità...
in campo produttivo : AGV. (in tutto il Mondo)
Scarpe - Ciabatte (quelle della famosa ditta Stella sono state vendute in Arabia , quando i valenzani credevano che,Arabia, fosse un frutto meridionale)
Gioielli - indossati dalle Star e Personalità di ogni elevatura ...ricordo anni 1964/65 una collana per la Callas -
Valenza capitale mondiale della gioielleria ...ahahahaha...cretini,quando andavate alle mostre (per voi fiere) in giro per il mondo riuscivate a mala pena (in taxi) fare il percorso (albergo) Hotel e Mostra ...
Valenza ha partorito esemplari politici che a loro volta hanno inventato le pale eoliche ( vedere i cambiamenti di casacca fatti dalla sera al mattino) ...
Valenza ha inventato il libero mercato - tanto libero che oggi si dice " taroccati " si tutti i gioielli sequestrati in giro per ...l'Italia non sono falsi - sono veri , salvo che sono semplicemente gommati ...mi fermo rifletto e mi chiedo abbiamo mica inventato anche la gomma del ponte ?
Sono stanco , caro amico del 36 , sono vecchio anch'io ...e vaffanculo devo cucirmi la bocca altrimenti ti parlerei dei morti ...quanti...ma li rispetto troppo per evocarli ...certo hai sbagliato o hai avuto un lapsus Freudiano il mercato coperto (costruito da chi ? e quando ?) sarà un bel complesso residenziale ...magari per ospitare quei poverini che oggi (valenzani e non)
sono senza casa, senza pane, senza (si può dire - grazie all'euro) un centesimo...o magari simulano ...tanto la bustina li salva ...
Sono stanco , caro amico del 36 , sono vecchio anch'io ...e vaffanculo devo cucirmi la bocca altrimenti ti parlerei dei morti ...quanti...ma li rispetto troppo per evocarli ...certo hai sbagliato o hai avuto un lapsus Freudiano il mercato coperto (costruito da chi ? e quando ?) sarà un bel complesso residenziale ...magari per ospitare quei poverini che oggi (valenzani e non)
sono senza casa, senza pane, senza (si può dire - grazie all'euro) un centesimo...o magari simulano ...tanto la bustina li salva ...
Amico il tempo passa , ci si evolve, prima avevi (non tu, sia ben chiaro) la tua bustina con qualche 8/8 e da un bar all'altro campavi oggi la bustina c'è sempre ...
Ciao ci rivedremo lassù ......ce ne racconteremo delle belle.
Dimenticavo , l'età fa brutti scherzi, promettimi che sputeremo in testa a quelli rimasti quaggiù e (ci) pisceremo sulle bustine.
Ciao ci rivedremo lassù ......ce ne racconteremo delle belle.
Dimenticavo , l'età fa brutti scherzi, promettimi che sputeremo in testa a quelli rimasti quaggiù e (ci) pisceremo sulle bustine.
mercoledì 3 giugno 2009
Luogo Zona Industriale Co.in.or., Valenza (AL)
Tipologia industriale .........Riapre il museo dell'oro di Bogotà .......
FORSE ANCHE QUELLO DI VALENZA .....
Tornano a scintillare i tesori pre incaici di Bogotà. A un anno di distanza dalla chiusura del museo dell’oro, gli oltre 50 mila monili e manufatti delle civiltà pre-colombiane verranno nuovamente messi in mostra dal prossimo 2 novembre. A loro disposizione, 13 mila metri quadrati e ben 4 sale permanenti, grazie alle quali ammirare gioielli di popolazioni come Sinu, Tairona, Muisca e Calimba. Maggiori informazioni su http://www.banrep.gov.co/museo/eng/home4.htm.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)
















%2520cons%2520amministrazione01-SITO.jpg)















