
Gli abusi sui minori sono un business. O almeno così si può dire osservando il costo per la collettività: la Regione Piemonte, in un anno, spende una cifra come 35 milioni di euro per le comunità, i presidi assistenziali e tutte le altre strutture - sono 140 in tutta la regione - pensate per l’affido dei minori tolti alla famiglia. Strutture che, a quanto risulta per esempio al consigliere regionale Gian Luca Vignale, sono in gran parte private. E cifre che, come ribadito più volte dal consigliere, sembrano destinate a salire se si considerano anche i fondi erogati alle famiglie affidatarie.Nella nostra Regione 3.498 minori nel 2006 risultavano allontanati dalle loro famiglie naturali: di questi 2.319 erano in stato di affido famigliare e 1.179 vivevano presso comunità della Regione, di questi circa il 10 per cento erano stranieri. Ma perché così tanti minorenni vengono tolti alle famiglie? Scorrendo i dati a disposizione emerge che nel 44 per cento dei casi la motivazione è «incapacità e metodi educativi non idonei», mentre il 32,77 per cento è «impossibilità dei genitori a seguire i figli ».Ma secondo l’associazione “Cresco a casa” sovente i criteri di valutazione sono troppo soggettivi «mentre la sottrazione coatta di minori e falsi abusi hanno un comune denominatore che trova origine nelle discipline psicologiche e psichiatriche». Per intenderci: è sufficiente la segnalazione di un insegnante, un comportamento “strano”, un disegno ed ecco che può accadere che normali turbe adolescenziali vengano scambiate per segni di abusi subiti. Come Marta, 15 anni, prelevata da scuola e sottratta per sette mesi ai genitori perché la dirigente scolastica notava « u n’insofferenza della minore nei confronti della famiglia » . L’indagine della polizia - allertata dai genitori - ha poi smontato ogni accusa. E si tratta solamente di un esempio. La casistica, come sostenuto più volte da Vittorio Apolloni presidente, oltre che di “Cresco a casa”, anche del centro di documentazione sui falsi abusi, è piuttosto ampia. E a rafforzare la sua tesi enumera le cifre: su una media di quasi quattro milioni di denunce presentate alle Procure di tutta Italia, quelle riguardanti i minori sono 4.959. Quelle rivelatesi fasulle sono il 96 per cento.Per Gian Luca Vignale, che da tempo ha avviato una vera e propria battaglia in questo senso, «l’affidamento è un settore in cui la Regione investe un mucchio di soldi in modo ingiustificato rispetto al numero di persone che segue. Ritengo più importante sostenere la famiglia e non le strutture ricettive per i minori».
1 commento:
Ennesimo esempio della gestione politicizzata della nostra regione,il cui filo conduttore è il fumus ideologico degli amministratori a scapito dei veri problemi di salute e con grave danno anche per il bilancio(tanto poi paghiamo noi).Il vero problema è che questi signori tramite inciuci politici(leggi accordi con l'UDC)rischiamo di averli al governo per altri 5 anni, secondo lo schema Saitta e Filippi(l'UDC fa parte delle giunte ma solo come specchietto per i gonzi visto che le linee di programmazione politica le detta la sinistra(senza centro).Così,tanto per fregarci meglio,candideranno Chiamparino al posto della Bresso,come se l'azione di governo del sindaco nonostante l'appoggio del partito di Casini,non sia stata dettata da Rifondazione e le altre forze di sinistra con un PD vergognosamente allineato.Ci ricorderemo di tutto questo quando voteremo per le regionali a fine marzo 2010?
Posta un commento